Ho amato Stranger Things con tutti i suoi difetti.
Mi sono affezionata profondamente a quei ragazzi, al punto che ancora oggi non mi riprendo completamente da Eddie e Billy. E credo che certe scene mi rimarranno addosso per sempre, come Max che corre disperatamente per salvarsi da Vecna con Running Up That Hill in sottofondo. Come si fa a dimenticare una scena del genere? È una di quelle sequenze che ormai fanno parte della cultura pop, ma soprattutto di chi quella serie l’ha vissuta davvero.
Però devo essere onesta: non tutto mi ha convinta al cento per cento. Ad esempio Jonathan e Nancy, in quella stanza piena di cera e tensione, secondo me dovevano morire. Non perché odiassi i personaggi, anzi, ma perché quella scena aveva un pathos incredibile e sarebbe potuta diventare uno dei momenti più forti dell’intera serie. Per me è stata un’occasione sprecata.
Anche il finale l’ho percepito troppo frettoloso, troppo “pulito”. Vecna ci è stato presentato come una minaccia quasi imbattibile, una presenza inquietante e manipolatrice capace di entrare nella mente delle persone, eppure viene sconfitto in modo quasi troppo rapido. Lo stesso vale per il Mind Flayer: per stagioni intere ci è stato raccontato come la forza definitiva dell’Upside Down, e poi tutto si conclude in maniera molto più semplice di quanto mi aspettassi.
Ho letteralmente esultato nel vedere Nancy trasformarsi in una specie di Rambo armata fino ai denti, e sinceramente non l’ho trovata neanche così assurda: dopo tutto quello che hanno passato, era quasi inevitabile vedere i personaggi arrivare a quel punto.
Quello che però mi è mancato davvero è stato un approfondimento maggiore sul passato di Henry/Vecna. Avrei voluto più risposte, più dettagli, più tempo dedicato a capire davvero chi fosse. Ma soprattutto: che cosa ci faceva in quella grotta? Chi era davvero quella figura misteriosa? E perché certe scene sembravano suggerire collegamenti enormi senza poi spiegarli davvero?
Anche la sequenza in cui Max attraversa i ricordi di Vecna, quella ambientata nella scuola con i genitori dei ragazzi, mi ha lasciata piena di domande. Perché non approfondirla? Perché lasciare tutto così vago? Mi sarebbe piaciuto capire se ci fosse davvero un legame nascosto tra loro, o se fosse solo un altro frammento lasciato lì senza una vera conclusione.
A mio parere la prima parte della stagione è stata incredibile, mentre la seconda mi ha convinta un po’ meno. Avevano il potenziale per fare qualcosa di ancora più grande.
Ma nonostante tutte le critiche, questa resta comunque una delle serie del mio cuore. Perché Stranger Things non è stata soltanto una storia di mostri e dimensioni parallele: è stata amicizia, crescita, nostalgia, paura e adolescenza. E forse è proprio per questo che, anche con i suoi difetti, è impossibile non volerle bene.