La star del rock Dewey Finn, dopo una carriera fatta di alti e bassi, viene fatto fuori dalla sua band ed è costretto ad affrontare una marea di debiti e una grave depressione. Quasi per caso si ritrova quindi a fare da insegnante di musica in una scuola.
Sono rimasta solo io a non aver visto School of Rock.
Un piccolo gioiellino che mi ha divertita dall’inizio alla fine. È uno di quei film che non hanno bisogno di essere complicati per funzionare: hanno cuore, energia e quella capacità rara di metterti di buon umore senza risultare forzati.
In questo film Jack Black fa semplicemente Jack Black, e devo ammettere che a me non dispiace affatto. Anzi, credo sia proprio questo il motivo per cui il film funziona così bene. Ha un caos contagioso, un’energia esagerata ma genuina e riesce a rendere ogni scena incredibilmente divertente senza mai perdere il lato più emotivo della storia.
La cosa che ho amato di più è il modo in cui il film parla della musica: non come qualcosa di perfetto o elitario, ma come libertà, espressione e divertimento puro. Vedere quei ragazzi trasformarsi pian piano, acquistare sicurezza in sé stessi e trovare il proprio posto attraverso il rock è stata la parte più bella del film.
E poi diciamocelo: è impossibile non uscire dalla visione con la voglia di prendere una chitarra immaginaria e sentirsi in un videoclip dei primi anni 2000.
School of Rock sarà anche una commedia leggera, ma sotto tutta la follia e le battute nasconde un messaggio molto semplice e bellissimo: a volte basta qualcuno che creda in te per farti tirare fuori una parte di te che nemmeno sapevi di avere.
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